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PERCHE' VIVERE IN UNA CASA ECOSISM
INTRODUZIONE

In Italia il consumo medio dell’edilizia assorbe quasi il 41% dell’energia prodotta ( 28% industria, 31% trasporti), in gran parte da combustibili fossili. L’Italia, come tutti forse sanno, importa quasi il 90% del proprio fabbisogno energetico, con una grandissima produzione di CO2, principale causa dei cambiamenti climatici.
I combustibili fossili e le sostanze che emettiamo in atmosfera con la loro combustione, sono strettamente correlati al cambiamento climatico. Per questo motivo, la comunità internazionale ha stabilito che i paesi industrializzati, cioè coloro che emettono e producono sostanze inquinanti, dovranno prevedere misure per la riduzione di tali emissioni. (art. 10 Protocollo di Kyoto, adottato dall’Italia nel 2005).
Sempre per questo motivo sono nate le direttive EU 2002/91 e 32/2005. Entro il 2010 le emissioni dovranno rientrare in un livello accettabile, altrimenti il grado di inquinamento dell’aria, ci obbligherà a fare con i riscaldamenti ciò che facciamo con le auto. La targa alterna del riscaldamento, con blocchi totali. Ciò significa che la temperatura negli edifici con maggiore dispersione, classe G, cioè l’intero edificato, scenderà, peggiorando il comfort e la qualità della vita di tutti.

Cosa fare allora, per non avere freddo? Per non vedere i propri risparmi bruciati nel riscaldamento e nelle tasse per le emissioni di anidride carbonica? Per contribuire alla riduzione delle emissioni, favorendo così la lenta regressione della temperatura globale?

La soluzione è nell’efficienza energetica.
Ma cosa significa Efficienza Energetica? Semplicemente consumare meno. Gli edifici consumano tanto perché in pieno inverno se ne stanno esposti al freddo, alla neve, al vento e all’acqua, come un corpo nudo! Normalmente un individuo quando fa freddo non si scopre, ma si mette il cappotto, la sciarpa, i guanti; se aspetta l’autobus, non se ne sta a braccia aperte, ma si racchiude, si stringe in se stesso, si compatta.

I nostri edifici invece non hanno un sostanziale isolamento termico, non hanno vetri a bassissima emissione, non sono pensati secondo l’orientamento solare, per sfruttare l’energia gratuita del sole, non sono compatti, non hanno sistemi di ombreggiamento naturale. Hanno freddo d’inverno e caldo d’estate; soprattutto quelli nati dopo la guerra, frutto dell’espansione economica e dell’avvento dell’era del petrolio, non tengono conto del sapere della tradizione, perché nati dell’idea di modernità e quindi di durata infinita delle risorse.
Se gli edifici fossero compatti, pensati per risparmiare energia, per avere un piccolissimo fabbisogno, sarebbero orientati a sud, avrebbero pareti coibentate con almeno 15 cm di isolamento, avrebbero serramenti con consumo di 1 litro al mq, contro i 2,5 di oggi, tetti fatti per resistere al sole almeno 14-15 ore. Esprimerebbero la nostra epoca moderna, applicando le tecnologie per l’indipendenza energetica.
Se fossero così si potrebbero classificare, come gli elettromestici in classe A, o B o C e il loro costo sarebbe classificabile secondo un criterio logico.
Se fossero così, basterebbero pochi pannelli solari a scaldare l’acqua, quelli fotovoltaici per far funzionare il frigorifero e le altre apparecchiature, e una stufina a pellets o qualcosa di simile per i giorni più freddi.
Se fossero così, le emissioni di CO2 si ridurrebbero notevolmente e il traffico in città non dovrebbe fermarsi, come quando ci sono accesi i caloriferi o i condizionatori.
Se fossero così le nostre fatture sul riscaldamento sarebbero di 150 euro all’anno e quelle sulla luce, sarebbero a credito, grazie al conto energia.
Se fosse così sarebbe troppo bello e troppo scomodo per chi l’energia ce la vuole vendere a tutti i costi.

Efficienza energetica significa non dipendere dalle importazioni di gas, di petrolio, di energia prodotta da fonti nucleari. Efficienza significa, per gli edifici, non avere bisogno di riscaldamento d’inverno e condizionamento d’estate.
Non occorrono più centrali termiche, ma consumare meno, e spendere meno inutilmente, solo per stare a casa.