Area Riservata
Messa in opera del solaio ARMORAPIDO

PRESCRIZIONI DI MONTAGGIO E MESSA IN OPERA

Manovra e posa delle lastre: in fase di sollevamento delle lastre gli sbalzi laterali non devono superare 1/5 della luce. Le lastre vanno sempre movimentate facendo attenzione a mantenere possibilmente la suola verso il basso. La leggerezza delle lastre non pone alcun problema di portata, almeno con i mezzi d’opera presenti normalmente in cantiere.

- Rompitratta provvisori: in fase di getto della caldana superiore in calcestruzzo dovrà essere disposto un puntello provvisorio continuo nella mezzeria del solaio. Anche per le luci modeste occorre predisporre sempre un puntello intermedio.

- Ripartizione trasversale: in presenza di vani irregolari, è necessaria la realizzazione di una o più nervature di ripartizione, realizzabili con il ribassamento locale delle lastre oppure realizzando le nervature tra una lastra e l’altra non accostate. Nella soletta collaborante, se non diversamente indicato, va prevista un'armatura di ripartizione pari almeno al 20% dell’armatura longitudinale inferiore in entrambe le direzioni.

- Getto del conglomerato: prima del getto la lastra in EPS dovrà essere bagnata, il getto ben costipato e vibrato, in modo che il calcestruzzo aderisca con continuità alla superficie della lastra. Si useranno inerti ben assortiti con pezzature non superiori ai 12 mm di diametro. Durante la stagione calda occorrerà tenere la struttura sufficientemente bagnata durante il periodo di presa.

CAUTELE COSTRUTTIVE

Le ipotesi che stanno alla base del funzionamento di questo tipo di solaio si concretizzano nell’assenza di scorrimento relativo tra sezione in cls e traliccio in acciaio. Se l’aderenza al traliccio nervato dovesse offrire dei dubbi, la presenza di ritegni meccanici costituiti dai nodi saldati delle diagonali sul corrente, a passo costante lungo tutta la trave ideale, offre garanzie in tal proposito. Tutto questo è valido se il sistema non viene sollecitato a calcestruzzo “giovane”, ovvero quando non è ancora in grado si sopportare sollecitazioni nelle zone nodali senza deformarsi irreversibilmente. Si ritiene che un valore di resistenza raggiunta pari a 15 MPa sia sufficiente per l’instaurarsi dei meccanismi che garantiranno la conservazione delle sezioni piane. Se per esigenze di cantiere il solaio dovesse essere sollecitato prima della maturazione prevista si invaliderebbero le ipotesi su cui si basa il funzionamento. Per tali motivi, anche se l’autoportanza è garantita dai calcoli svolti, il Direttore dei Lavori, in ragione della velocità di maturazione del calcestruzzo utilizzato, funzione delle condizioni ambientali, e della logistica del cantiere, deciderà se predisporre rompitratta opportuni per far maturare il sistema solaio in condizioni “inerti” fino al raggiungimento dei valore previsti.



Ecco i vari passaggi della realizzazione di un solaio autoportante con moduli Ecosism

Getto in opera di CLS

Rompitratta centrale Sistemi di puntellature in intradosso
     
Solaio ECOSISM con rete elettrosaldata pronto al getto Solaio ECOSISM prima del getto Solaio ECOSISM su travi REP per grandi luci
     
Solaio ECOSISM su travi REP per grandi luci Solaio posato a getto completato Solaio posato in opera
     
Solaio posato in opera con EPS ribassato Solaio posato prima del getto Tetto ECOSISM con rompitratta centrale
     
Sistema di puntellatura in intradosso Solaio a taglio obliquo Solaio in appoggio muro trave
     
   
Solaio sagomato curvo