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FAQ

Risposte alle domande più frequenti

SISTEMA COSTRUTTIVO

“Un edificio energeticamente efficiente” è una priorità per molte imprese di costruzione così come le esigenze di isolamento nel mondo intero stanno diventando sempre più rilevanti. Un buon isolamento abbatte i consumi energetici e risulta essere un beneficio per l’ambiente. Comunque continuano a sussistere alcuni fraintendimenti a proposito dell’isolamento. Un eccessivo isolamento non è possibile se non viene previsto un appropriato impianto di ventilazione nell’edificio. L’isolamento è utile sia per climi caldi che freddi.
Ecosism® dona al costruttore la possibilità di scegliere tra una varietà di materiali come pannelli di inserzione.
Il materiale più utilizzato nella tecnologia di costruzione Ecosism® è l’EPS o Polistirene Espanso. L’EPS non è solamente una schiuma isolante ma è anche un innovativo materiale d’isolamento con un ottimo rapporto costi-benefici che è stato studiato per più di 30 anni. Tale materiale è reperibile in tutto il mondo da una molteplicità di fornitori di materiali edili.
Quando l’EPS (così come per le altre tipologie di isolanti della nostra gamma) viene utilizzato come materiale da inserzione, l’edificio Ecosism® risulta essere completamente e permanentemente isolato. Non ci sono ponti termici. Il materiale isolante può essere posizionato all’esterno, all’interno o in entrambi i lati del modulo costruttivo. Il costruttore scegli lo spessore del materiale isolante. Inoltre anche lo spessore del cemento è variabile a sua volta.
Invece di utilizzare materiali di inserzione costituiti da materiale isolante come l’EPS il costruttore può anche decidere di lavorare con un sottile strato di cartone pressato. Se il costruttore desidera un elevato valore di isolamento acustico, esso può scegliere la lana di vetro o la lana di roccia come materiale d’inserzione o altre tipologie di materiali acusticamente isolanti.

Scarica il Manuale ANIT - ECOSISM

L’armatura di rinforzo deve essere calcolata da un ingegnere strutturista così come decretato dall’approvazione Europea. Come avviene per qualsiasi tipologia di struttura realizzata, un edificio in cui vengono impiegati i moduli Ecosism® per la sue edificazione verrà calcolato secondo normativa in relazione alla zona sismica di edificazione (zona 1-2-3-4), alla sua dimensione, alla portata del terreno. La tipologia di struttura che si va a realizzare con l’utilizzo della tecnologia Ecosism® è un monolite costituito da setti portanti in C.A. pertanto verrà calcolata nella stessa forma e maniera in cui si calcola in setto in C.A.
Lo studio dell’Università di Padova “Manuale per il calcolo del cemento” può servire come guida principale.

La tecnologia costruttiva Ecosism® permette di realizzare qualsiasi tipologia di forma architettonica: realizzare archi, sbalzi, cupole, cilindri non crea alcun tipo di problema. Dal momento che la griglia è realizzata con un filo di acciaio, questa può essere manipolata dalla più sobrie fino alle più sorprendenti forme.

Costruire con la tecnologia Ecosism® dà origine ad una struttura monolitica continua in cemento armato. Pertanto, il costruttore non necessita l’utilizzo ne di architravi, ne di travi circolari e di colonne portanti. Tutta la struttura risulta essere portante. Tali elementi tradizionalmente concepiti si realizzano all’interno dei moduli prevedendo un adeguato sistema di armatura in opera. In ogni caso la struttura può risultare anche mista cioè con l’utilizzo di travi e pilastri assieme ai setti portanti Ecosism®. Il tutto dipende dalla tipologia di progetto, dalle luci dei solai e dall’impostazione che si desidera dare agli spazi.

No, la trama Ecosism® può essere realizzata su misura in accordo con il progetto esecutivo del professionista.
Comunque, se il professionista sviluppa il progetto in accordo con le dimensioni dei moduli Ecosism® (e.s. multipli di 15 cm in altezza, e multipli di 10 cm di larghezza) l’efficienza nei costi sarà sempre maggiore in relazione alla capacità del progettista di essere in grado di lavorare con gli standard dei pannelli Ecosism®.

Costruire una casa oggi è un’operazione assai più complessa rispetto a pochi anni fa. L’impiego di isolanti termici di qualità e la perfetta tenuta garantita dai serramenti sono due grandi conquiste della tecnologia che ci permettono di vivere in ambienti più confortevoli termicamente ed acusticamente, quindi più efficienti e meno costosi nella gestione. La vita in un ambiente sigillato può riservare sorprese: come eliminare l’accumulo di odori e vapori causati dalla presenza umana? Pensiamo solo per un attimo a come si concentra l’anidride carbonica (CO2) in un ambiente sigillato verso l’esterno. Recenti ricerche stanno poi mettendo in evidenza come tra i vari agenti inquinanti della casa, gli effetti dovuti alla presenza del RADON (presente nell’argilla e quindi nei laterizi) siano tutt’altro che trascurabili. E’ necessario quindi FAVORIRE UN CORRETTO RICAMBIO DELL’ARIA.

La principali norme italiane che esprimono indicazioni riguardanti i ricambi d’aria negli alloggi sono la UNI EN 832 e la UNI 10339. In entrambe è chiaramente espresso che il minimo fabbisogno di ventilazione nell’edilizia residenziale deve essere pari a 0,5 vol/h. Eseguendo i calcoli dell’Appendice F della UNI EN 832 si ricava che, per i casi più comuni relativi all’edilizia moderna (ben coibentato e con infissi classificati), i valori relativi alle infiltrazioni attraverso i serramenti sono assolutamente inefficaci per assicurare la ventilazione minima richiesta dalla legge.

Fino a qualche anno fa era il serramento che prevedeva, grazie alla sua non perfetta tenuta, ad effettuare un certo grado di ventilazione controllata nell’edifico. Da quando i serramenti sono diventati a perfetta tenuta stagna, tutte le case hanno iniziato a non respirare più. Ciò ha generato problemi di muffe e di condense in quasi tutte le strutture tradizionali. Il problema delle muffe e delle condense è causato dai ponti termici o punti di rugiada. Il fenomeno avviene in quanto l’umidità presente negli ambienti non viene fatta uscire e questa, incontrando un materiale più freddo (solitamente il pilastro di CLS che non è stato isolato) sublima da vapore in acqua causando la muffa. Infatti tale fenomeno è quasi sempre collocato negli angoli e negli spigoli, posizione in cui si trovano i pilastri e le travi.
La ventilazione degli edifici è una delle regole basilari per vivere in un ambiente sano e salutare. Chiunque vive in una casa deve provvedere a farla ventilare. La ventilazione può avvenire in due modi: la ventilazione controllata (eseguita in maniera meccanica per mezzo di un apparecchio denominato estrattore con scambiatore di calore) o la ventilazione volontaria (aprire le finestre ogni tanto).
Non può essere il muro in laterizio a mantenere l’equilibrio igrotermico all’interno delle nostre case. Basti pensare che già la pittura o l’intonaco posso essere costituiti da materiali impermeabili. Se ciò non bastasse, oggi bisogna prevedere un buon isolamento termico nei muri, quindi all’interno del muro in laterizio (in intercapedine) oppure all’esterno (a cappotto) troveremo un pannello di materiale isolante. Tale Materiale isolante (spesso poliuretano o polistirene estruso) è una barriera al vapore, pertanto anche supponendo che una certa quantità di umidità passi attraverso la muratura, questa raggiungerà ad un certo punto l’isolante e rimarrà a condensare all’interno della muratura a contatto con l’isolante.
Nel concetto Ecosism®, rivolto al futuro dell’abitare, si eliminano completamente tutti i ponti termici sia all’interno che all’esterno della muratura rendendo impossibili i fenomeni di formazione di condensa e quindi di muffe o macchie nelle murature. Inoltre la perfetta igrometria del muro impedisce il formarsi di condense all’interno del muro e sulla sua superficie. A questo punto non rimane altro che ragionare sul buon uso comune dell’abitare: o si aprono le finestre ogni tanto o si prevede un sistema di ventilazione controllata. Nel futuro isolare gli edifici sarà alla base del costruire, isolare per risparmiare energia, poiché l’energia più pulita è quella risparmiata. Per rendere tale sistema efficiente al massimo l’ideale soluzione risulta il suo abbinamento con un sistema di ventilazione controllata magari in gradi di recuperare il calore prodotto all’interno dell’ambiente grazie ad uno scambiatore a pompa calore.

In edilizia per poter appendere o fissare pesi (quadri, pensili, mensole, cucine ecc…) alle murature sono necessari dei supporti (tasselli, chiodi, fischer) ed un martello od un trapano in relazione alla tipologia di supporto utilizzato.
La prima e fondamentale cosa da verificare per poter appendere un peso ad una parete è il peso dell’elemento da appendere (peso del contenitore e peso del contenuto/peso della mensola + peso che la mensola porterà) ed il supporto/muro dietro a tale peso. Determinando queste due variabili le aziende produttrici di tasselli vi diranno, per mezzo del negozio/ferramenta dal quale andate ad acquistare i tasselli, quale sia il tassello appropriato a portare il peso richiesto con il supporto comunicato.
Il muro Ecosism® è dotato di uno strato interno di intonaco armato con spessore minimo di 2cm con interposta nel mezzo una rete di acciaio zincato da 2.2 mm a maglia rettangolare (7,5x10cm) connessa per mezzo di appositi passanti in acciaio elettrosaldati ad un setto in cemento armato di spessore variabile (minimo 15cm.). tale intonaco armato ha una capacità di portata di circa 25 kg a tassello.
Ecosism®, con la collaborazione di Fischer Italia, ha testato e verificato i tasselli tipo UX 12x70 della ditta FISCHER e viti metalliche diametro 8mm e lunghezza 90mm ed ha poi svolto delle prove presso il CNR-ITC (Consiglio Nazionale delle Ricerce presso l’Istituto delle Tecnologie delle Costruzioni) di Milano delle prove di tenuta del tassello nello spessore dell’intonaco raggiungendo il seguente risultato:
Prova di resistenza a carichi eccentrici sul sistema cassero a rimanere “Ecosism®”. La prova ha la finalità di verificare la capacità di sostenere carichi sospesi con fissaggi di tipo commerciale quando ancorati nel solo strato di rivestimento costituito dal sistema di intonaco.

METODO DI PROVA
La prova consiste nell’applicare un carico eccentrico di 1000 N per 24 ore rilevando gli spostamenti dei punti di ancoraggio significativi. Si procede quindi allo scarico e rilevamento delle eventuali deformazioni residue. Successivamente alla riapplicazione del carico iniziale (1000 N) si procede con incrementi di carico di 50 N ogni 60 s fino a determinare il valore e le modalità di collasso del sistema. N. 5274/RT/11 pagina 5 di 5

RISULTATI ED OSSERVAZIONI
Il campione è in grado di sostenere il carico di 1000 N per 24 ore senza che si verifichino rotture o danneggiamenti visibili. Spostamenti rilevati dopo 24 ore di carico (1000 N):
PUNTO 1 0,41 mm
PUNTO 2 0,83 mm
Deformazioni residue rilevate dopo 30 minuti dalla rimozione del carico:
PUNTO 1 0,27 mm
PUNTO 2 0,27 mm
Il collasso del sistema si è raggiunto all’applicazione dei 1600 N.

Tali rapporti di prova possono essere al nostro ufficio tecnico.

L’intonaco realizzato sul muro Ecosism® risulta superiore al tradizionale intonaco realizzato su un laterizio forato (che in quanto forato è costituiti per circa il 45% di aria).
Se il desiderio fosse quello di appendere pesi tali per cui i 25 chili a tassello non fossero sufficienti (ricordo che con 4 tasselli sull’intonaco si appendo 100kg e così via), si ricorda che oltre allo strato di finitura e all’isolante interno (solitamente 2cm di intonaco + 5cm di isolante), il muro Ecosism® ha un’anima di calcestruzzo armato in grado di portare, con tasselli adeguati, pesi molto elevati. Quindi, nel caso i pesi da portare siano molto elevati si consiglia di raggiungere il CLS con un tassello di almeno 10 cm o superiore utilizzando idonei tasselli oggi in commercio realizzati appositamente per fissare pesi e strutture oltre gli spessori di isolamento. Basta visionare il sito di Fischer per identificare tale tipo di tassello ed andare a comprarlo nella propria ferramenta di fiducia.
In ogni caso, se il suo muro fosse in laterizio e desiderasse appendervi pesi oltre i 100 kg, dovrebbe comunque andare in profondità del materiale poiché per forza di gravità e per la leva che il peso esegue è necessario avere un tassello ad una certa penetrazione del muro.
Se gli istalla tori delle cucine o degli arredi di casa sua si dovessero trovare in difficoltà la cosa più semplice è far riferimento al materiale strutturale che si trova a circa 7cm dalla superficie esterna. Il cls armato fornisce la possibilità di appendere ciò che si vuole. Per tutto ciò che lei andrà ad appendere, con pesi inferiori ai 25 kg per punto di ancoraggio, può utilizzare direttamente l’intonaco strutturale armato.

ECOSOLAIO®

L’utilizzo dell’Ecosolaio® è ideale nei solai tra piano interrato/seminterrato adibito ad autorimessa (ambiente non riscaldato) e piano terra (ambiente riscaldato) dovendo il solaio soddisfare un requisito di resistenza al fuoco ed un buon livello di isolamento termico. Tale lastra permette di realizzare solai prefabbricati completi di ferro di portata e getto del fondello del traliccio (4cm) in calcestruzzo che permette di fornire da parte del produttore un certificato di Resistenza al fuoco della lastra che può arrivare fino a 180minuti. Pertanto l’Ecosolaio® è ottimale negli impalcati tra piani garage e piani abitati con l’opportuno dimensionamento dello spessore isolante in intradosso (minimo 4cm, incrementabile a multipli di 2cm fino a 20cm totali) e nei solai interpiano tra volumi riscaldati con lo spessore minimo di coibentazione pari a 4cm. Il solaio Ecosolaio® avendo un’elevata massa di calcestruzzo migliora anche la performance acustica del solaio. In ogni caso lo spessore isolante va ad aggiungersi allo spessore strutturale (un solaio da 20+5cm di struttura avrà uno spessore maggiorato dello spessore di isolante scelto). Per sovraccarichi superiori a quelli di civile abitazione e per luci superiori ai 7 metri l’Ecosolaio® si dimostra la soluzione migliore dal punto di vista del rapporto costi/prestazioni.

CAPPOTTO SISMICO

La connessione del Cappotto Sismico alla struttura esistente avviene mediante la realizzazione di spinotti a livello dei cordoli di piano.
Vengono installati una serie di connettori alla struttura esistente, in numero sufficiente a sopportare le sollecitazioni di taglio derivanti dall’azione sismica, (indicativamente con un passo di 30 cm, soggetto a variazione in funzione della sismicità del luogo in cui si va ad operare). Tali connettori vengono annegati nella nervatura orizzontale, di spessore maggiore rispetto alla lastra di calcestruzzo, rendendo collaboranti la struttura esistente e il nuovo rinforzo.
Oltre ai collegamenti interpiano, viene realizzato il collegamento con la fondazione mediante l’inghisaggio di barre di armatura nella fondazione esistente.

No. Ai fini del calcolo e della verifica, il Cappotto Sismico è considerato un setto di calcestruzzo armato di spessore ridotto.
L’aver condotto una campagna di prove sperimentali in numero e modalità sufficienti da poter validare il sistema costruttivo e la metodologia di calcolo, permette di porre in opera barre di armatura verticali e orizzontali disposte nel baricentro della sezione trasversale, opportunamente dimensionate.

La nuova struttura costituita dal Cappotto Sismico lavorerà in parallelo alla struttura esistente.
Il dimensionamento del sistema avviene affidando al Cappotto Sismico tutta l’azione sismica, trascurando a favore di sicurezza il contributo di resistenza dato dalla struttura esistente.
Le azioni verticali statiche restano affidate alla struttura esistente.

La realizzazione del Cappotto Sismico andrà sicuramente ad aumentare il carico in fondazione, rispetto alla situazione precedente all’intervento.
In funzione dello spessore della sezione di calcestruzzo e della quantità di armatura necessaria per ottenere la resistenza al sisma desiderata, il progettista valuterà l’aumento del carico in fondazione ed un eventuale intervento su di essa.
Nella verifica della fondazione esistente è necessario tenere conto dell’aumendo degli sforzi di taglio e di flessione dovuti alla geometria del sistema e al meccanismo resistente.

Una struttura a telaio è concepita per essere deformabile. Questo comporta spostamenti elevati, spesso incompatibili con la deformabilità dei sistemi di tamponamento, causando la loro rottura o espulsione in caso di sisma (fenomeno molto evidente nel sisma del Centro Italia del 2016).
La realizzazione del Cappotto Sismico sulla superficie esterna della struttura va ad aumentare la rigidezza del sistema e, contemporaneamente, ne limita gli spostamenti. In questo modo si riduce la formazione di cerniere plastiche negli elementi strutturali e si riduce il rischio di rottura delle strutture secondarie.

Le strutture in muratura portante sono caratterizzate da un’elevata rigidezza ed una bassa deformabilità.
La muratura è un materiale non omogeneo, la cui resistenza alle azioni fuori piano è nettamente inferiore a quella alle azioni nel piano.
La realizzazione del Cappotto Sismico andrà quindi ad aumetare la resistenza nei confronti delle azioni orizzontali, ma non aumenterà in modo significativo la rigidezza della struttura, di per sé già elevata. L’effetto benefico dell’aumento di rigidezza sarà comunque riscontrabile nella limitazione delle deformazioni e delle tensioni agenti nelle pareti esistenti.

La finitura del sistema in possimità delle sporgenze verrà realizzata mediante l’applicazione a cazzuola degli ultimi 30 cm di calcestruzzo e la posa dell’ultima porzione di isolante esterno di completamento.
In corrispondenza di poggioli e terrazze la continuità del Cappotto Sismico verrà garantita mediante la foratura del solaio e l’inghisaggio delle barre di armatura verticali.

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